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Tamara Leonardi Sansepolcro Psicologia della comunicazione e nuovi media: Psicologia della comunicazione e nuovi media Abstract: Giocare ad auto-battezzarsi in internet,Percezione del rischio e possibilità di proteggersi da eventi negativi in acquisti on line. INTRODUZIONE Le nuove tecnologie hanno cambiato le persone i gruppi e le organizzazioni che le hanno adottate come nuovi mezzi di comunicazione, allo stesso tempo però è stata la società ad adottare questi mezzi alle proprie esigenze. Oggi internet non rappresenta più un medium tecnologico ma si pone come agente di socializzazione multiculturale e omogeneizzante. Il canale comunicativo è la chat che più di tutti annulla disparità di età, cultura, sesso e ceto, ma se da un lato propone come certa la presenza fisica dell’interlocutore dietro lo schermo, dall’altro non propone garanzie della sua identità: vengono infatti a mancare tutti quei significati veicolati dalle comunicazioni non mediate. Si cerca allora di diffondere questi significati attraverso un cambiamento del registro linguistico: la comunicazione digitale propone un dire sempre più vicino all’agire per poter trasportare le informazioni generalmente presenti all’interazione faccia a faccia. In questo contesto un ruolo importante è quello svolto dal nickname con cui ci si presenta in rete che non è mai casuale ma denota l’auto-presentazione di se scelta dal soggetto attraverso cui egli cerca di trasmettere ai suoi interlocutori valenze positive o negative della propria identità o di mascherare la stessa. La rete diventa quindi un modo per sperimentare costruzione o ricostruzione del sé. LA RICERCA La ricerca vuole indagare l’uso del nickname come identificatore di identità o maschera di identità. Condotta secondo l’approccio ecologico è stata svolta su due comunità virtuali di 1010 membri “C6” e “miRC room italiana”. Si è cercato di: 1) generare una tassonomia dei nickname presenti 2) Comparare i nickname delle due chat e analizzare le differenze 3) Analizzare la distribuzione dei nickname di C6 sulla base delle variabili socio-demografiche Le due chat si differenziano per il tipo di contesto interattivo che mediano in C6 è favorita la comunicazione “one to one” mentre miRC “many to many”. Inoltre in C6 è possibile compiere una ricerca per profilo e variabili che al contrario non è possibile in miRC. Relativamente a C6 il campione è sostituito da 900 soggetti che è stato possibile suddividere a seconda delle variabili dichiarate si hanno 3 fasce di sesso , maschi , femmine , neutri 3 fasce di età 27 , 28-35 , 36-65 e due occupazioni lavoratori e studenti. Il campione di 110 di miRC non è stato suddiviso in categorie proprio perché in miRC non è possibile identificare i nickname funzione delle variabili, i confronti delle due chat sono state limitate alla distribuzione di frequenze relative alle categorie di appartenenza. Dalle analisi è emerso che: 1) Sono state generate 19 categorie mutamente escludenti di nickname a loro volta raggruppati in 4 classi più ampie: - Nomi - Identità - Identificazione - Fantasia 2) Una volta generata la classificazione sono state organizzate delle tabelle di distribuzione delle frequenze di nickname per la relativa categoria di appartenenza in base alle due comunità. Per quanto riguarda C6 la frequenza maggiore si riscontra nella categoria “nome proprio + anno + numero” Al secondo posto in C6 ci sono la categoria “fantasia” che esprimono distanza fra virtualself e identità reale Al terzo posto categorie di auto descrizione , indicanti caratteristiche del soggetto Per quanto riguarda miRC la prevalenza è per nickname classificabili come sigle ed acronimi TV cartoon film. Al secondo posto abbiamo nickname appartenenti ai nomi propri. Le differenze tra le due chat altre ad essere legate alle diverse numerosità dei campioni sono da attribuire alle diverse tipologie di comunicazione: In C6 è di tipo “one to one” e favorisce probabilmente l’espressione al virtualself legato a sé reale In miRC essendo una comunicazione “many to many” si prediligono nickname che esprimono maggiore distanza tra il sé reale e il sé virtuale 3) I risultati del test del Chi2 hanno evidenziato che i nickname variano in modo significativo in funzione delle variabili età genere ed identità professionale. Età nei soggetti fino ai 27anni preferenza per i nickname riferiti a “nomi + numero + anno” , “nomi + categoria” , “identità” Età nei soggetti 28-35 spicca solo l’assenza di nickname riferiti alla musica Età nei soggetti 36-45 preferenza di “natura” “nomi stranieri” Età nei soggetti 46-65 preferenza di “musica” e “personaggi storici” , assenza di “nome + numero” Per quanto riguarda il sesso : uomini = nickname di fantasia o abbreviazioni/acronimi donne = nickname di natura neutri = nickname di tecnologia Per quanto riguarda la tecnologia Studenti = prediligono nomi propri + categoria , assenza di nickname natura musica Lavoratori = non vi sono differenze sostanziali. Percezione del rischio e possibilità di proteggersi da eventi negativi in acquisti on line INTRODUZIONE La maggiore diffusione di internet ha portato allo sviluppo di nuove dinamiche che richiedono di affinare l’abilità di rilevare situazioni rischiose. La percezione del rischio è uno dei processi psicologici che permettono l’adattamento dell’uomo all’ambiente ed è oggetto di studio sia nell’ambito dei comportamenti di consumo che quello delle tecnologie , oggi il web non si pone solo come mezzo di informazione e socializzazione ma anche come canale di vendita. La sua peculiarità è che attività della vita quotidiana sono percepite come poco rischiose quando sono svolte su internet possono essere percepite come più rischiose. La percezione del rischio nell’acquisto tramite internet si compone in due ambiti entrambi oggetto di varie ricerche : il comportamento d’acquisto e l’utilizzo della tecnologia. Negli anni 60 viene introdotto il concetto di rischio nell’analisi dei comportamenti d’acquisto: i comportamenti di consumo sono rischiosi perché producono incertezza benefici perdite associati al prodotto. Le ricerche negli anni 90 hanno evidenziato il legame tra percezione del rischio e emozioni; l’emozioni in quanto conoscenze a priori sul prodotto contribuiscono a determinare la percezione del rischio. Gli studi condotti sull’uso della tecnologia hanno invece evidenziato che l’atteggiamento verso di essa è spiegato più dai rischi percepiti che dai benefici procurati. I consumatori che si servono di internet per gli acquisti si differenziano dagli altri per un’età e una disponibilità economica più elevata una minore avversione al rischio e atteggiamenti più favorevoli verso la pubblicità e direct marketing. I prodotti considerati come più rischiosi d’acquistare su internet sono tecnologici e legati all’immagine personale forse perché il consumatore ha meno possibilità di conoscere in dettaglio le caratteristiche dell’oggetto. RICERCA La ricerca ha inteso indagare: 1) Il livello della percezione del rischio sugli acquisti online rispetto ad altre attività 2) Le principale componenti del rischio percepito negli acquisti su internet 3) Gli eventi da cui è possibile proteggersi 4) Le relazioni causali tra percezione del rischio , possibilità di proteggersi e competenze 5) Tracciare profili di percezione del rischio rispetto a variabili socio anagrafiche, uso del PC e comportamenti intenzionali d’acquisto Il campione è composto da 88 consumatori e un gruppo di 150 studenti universitari di ingegneria e psicologia inclusi per poter confrontare due differenti tipologie di soggetti (studenti lavoratori). Il questionario è composto da 7 sessioni 1) Percezione del rischio riferita ad attività varie (acquisti online, attività quotidiane e comportamenti non salutari) 2) Percezione del rischio riferita a specifici eventi negativi che possano capitare negli acquisti online (sbagli da parte di chi fa acquisti da parte dei venditori e azioni fraudolente) 3) Percezione della possibilità di proteggersi dagli aventi negativi degli acquisti online 4) Informazioni sull’impiego del PC 5) Competenze dichiarate sul PC, su internet e sulla legislazione delle vendite 6) Esperienze degli acquisti online e previsioni di acquisti 7) Aspetti socio anagrafici RISULTATI i risultati rilevati mostrano che le maggiori fonti del rischio percepito sono inerenti all’uso in proprio della carta di credito dei dati personali e l’inadeguata assistenza post vendita. La possibilità di proteggersi e le competenze auto dichiarate esercitano influenze differenti in funzione del tipo di rischio percepito. Gli 88 consumatori percepiscono l’acquisto online come un’attività meno rischiosa rispetto ad altre svolte quotidianamente una come più rischiosa delle sue componenti (fare acquisti e usare internet); l’uso della carta di credito per gli acquisti online fa registrare un livello di rischio elevato. Gli studenti percepiscono l’acquisto online come più rischioso rispetto ai consumatori. La ricerca ha anche approfondito l’influenza che la possibilità di difendersi da alcuni rischi e le competenze auto dichiarate esercitano sull’effettivo acquisto. Si è ipotizzato che la percezione del rischio dipende dalla possibilità di proteggersi a sua volta influenzata dall’auto valutazione sulle proprie competenze di PC, legislazione , internet ; il modello è stato testato separatamente per i tre fattori di rischio. È emerso che la possibilità di proteggersi spiega una moderata ma significativa quota di percezione del rischio e che l’intensità di questa influenza varia a seconda del tipo di rischio (è assente nel rischio collegato ad azioni fraudolente). Anche le competenze auto dichiarate influenzano in maniera defferente la possibilità di proteggersi. L’analisi di Clusler ha diviso gli acquirenti in due gruppo: Persone con media alta percezione del rischio sull’acquisto on line Persone con bassa percezione del rischio L’appartenenza ad uno dei due gruppi non dipende dalle variabili socio anagrafiche ne dalle variabili inerenti al PC , ciò che li distingue riguarda invece il numero di acquisti fatti su internet. Chi percepisce un rischio più alto ha fatto meno acquisti online in passato e prevede di farne meno in futuro. |