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Tamara Leonardi Sansepolcro Teatro: Sabato 5 Giugno 2010 RICCARDO MASSAI METTE IN SCENA "SPOON RIVER": SI CERCANO LETTORI E DICITORI Si cercano lettori e “dicitori” per il progetto “SPOON RIVER” diretto dal regista fiorentino Riccardo Massai (Compagnia ARCHETIPO). Inviare le adesioni entro martedì 8 giugno. AREZZO - 19 storie che coinvolgono un totale di 244 personaggi che coprono praticamente tutte le categorie e i mestieri umani. Tra il 1914 e il 1915 il poeta americano Edgar Lee Masters pubblicò sul "Mirror" di St. Louis una serie di epitaffi successivamente raccolti nell'”Antologia di Spoon River”. Ogni poesia raccontava la vita di un personaggio, Masters si proponeva di descrivere la vita umana raccontando le vicende di un microcosmo, il paesino di Spoon River. In realtà si ispirò a personaggi veramente esistiti nei paesi di Lewistown e Petersburg, vicino a Springfield (la città dei Simpson?) e infatti molte delle persone a cui le poesie erano ispirate, che erano ancora vive, si sentirono offese nel vedere le loro faccende più segrete e private pubblicate nelle poesie di E. L. Masters. I ritratti di un matto, un giudice, un blasfemo, un malato di cuore, un chimico, un medico, un ottico il suonatore Jones e di tanti altri che dormono sulla collina il prossimo 3 ottobre dall’America giungeranno sulle colline toscane, per prendere parte ad un progetto di grande impatto e fascino. Si tratta della spettacolare messa in scena che il regista Riccardo Massai (Associazione Archètipo) ha in programma al Cimitero Storico di Arezzo. L’arte scenica, il teatro, si inserirà nel contesto cimiteriale a piccoli, poetici passi per un evento unico, rispettoso, algido eppure pulsante. Il progetto della Regione Toscana “Spoon River”, a cui ha aderito la Provincia di Arezzo, ricerca giovani attori e attrici per leggere alcuni brani del capolavoro di Edgar Lee Masters al Cimitero Storico di Arezzo proprio il prossimo 3 ottobre. Si tratta di un grande evento che sarà coordinato in tutta la Toscana. Lettori e "dicitori" che vogliono partecipare al progetto possono mandare le adesioni via mail a info@reteteatralearetina.it o via fax allo 0575/1824381 entro l’8 giugno, poiché mercoledì 9 si terrà un incontro preliminare alle ore 10.30 al cimitero di Arezzo con il coordinatore regionale. Il compenso per la giornata del 3 ottobre sarà di 65 euro. La Rete Teatrale Aretina raccoglie le adesioni e collabora all'iniziativa. REGIONE TOSCANA - CULTURA Il 3 ottobre l'edizione 2010 di Spoon River letto in quattro cimiteri toscani Tornano le voci di Masters per bocca di 142 interpreti Scaletti: «Un progetto da esportare che qualifica il teatro toscano» ![]() Cimitero di Spoon River Il coro dolente del cimitero di Spoon River si sposta dalla sua collina, dove lo ha messo per sempre lo scrittore americano Edgar Lee Masters, e torna in visita ad altri cimiteri, quelli monumentali e austeri della Toscana. Riccardo Massai e il suo gruppo Archètipo ripropongono il prossimo 3 ottobre la performance presentata nel 2001 e riproposta nel 2006. Questa volta le 142 voci di attori o di personaggi noti, tutti ugualmente coinvolti dal personaggio scelto (chi può dimenticare, una volta preso in mano il poema, il giudice, il matto, il blasfemo, il poeta, la russa e i tanti altri?) si muoveranno e declameranno sullo sfondo di quattro cimiteri monumentali: ad Arezzo, alle Porte Sante di San Miniato a Firenze, al Marcognano di Carrara e al monumentale della Misericordia sulla strada dei Tufi a Siena. Citare tutti è impossibile, ma si possono ricordare tra gli altri ospiti Margherita Hack, Carla Fracci, Franco Camarlinghi, Maria Cassi, Fulvio Cauteruccio, Giovanni Di Fede, Carlo Monni. Nel cimitero di Arezzo Andrea Chimenti, cantante dei MODA, uno dei gruppi capostipiti del rock italiano, canterà e reciterà la lirica intitolata L'IGNOTO scritta ad hoc per l'occasione. Gli spettacoli, a ingresso libero, si terranno dalle 16,30 in poi (alle 16 a Carrara) anche in caso di pioggia. «Il cimitero di Spoon River è dentro ciascuno di noi – sottolinea il regista Riccardo Massai – e mi appare come una immensa Spoon River tutta la Toscana, dove voci si chiamano da una città all'altra come vite disperse, echi accomunati dal vivere quotidiano di tutti e differenziati da alcuni tragici destini che raccontano la storia del territorio, come i troppi morti sul lavoro. La mia generazione si porta ancora in tasca questo libro, accompagnati anche dalle musiche che Fabrizio de Andrè volle regalargli; invece troppi giovani an cora non lo conoscono, e questo è uno degli scopi che ci siamo prefissi». Un auspicio condiviso dall'assessore alla cultura Cristina Scaletti: «L’adesione partecipe della Regione alla realizzazione di questo progetto, che ha visto intanto anche quella di quattro Province, nasce dalla consapevolezza che bisogna assicurare ai nostri cittadini occasioni di incontro che siano vicine alle loro esperienze quotidiane, rendendoli consapevoli che la cultura non riguarda nient’altro che la loro vita, è qualcosa di familiare ed intimo in cui riconoscersi. Per questo il mio augurio è che l'edizione 2010 possa costituire la prima tappa di un più ampio progetto con l'obiettivo di raggiungere fasce sempre più ampie di pubblico evidenziando il ruolo che la cultura, oggi così marginalizzata e direi sottovalutata, ha nella crescita della coscienza umana, civile e sociale della collettività. Non possiamo dimenticare quest o potenziale civile, che non a caso rese inviso al potere questo libro perché, come ricordano le parole di Fernanda Pivano imprigionata per aver tradotto nel 1943 quest'opera, “... parlava della pace, contro la guerra... contro in generale tutta la carica del convenzionalismo... era tutto quello che il governo non ci permetteva di pensare...”». Hanno contribuito alla realizzazione del progetto anche Apuafarma Carrara, Arciconfraternita della Arezzo Multiservizi srl, Assessorato alle politiche Sociali del Comune di Firenze, Comune di Bagno a Ripoli, Comune di Carrara, Misericordia di Siena, Monaci Benedettini di S. Minato al Monte Firenze, Rete Teatrale Aretina, e la maggior parte dei gruppi teatrali dei vari capoluoghi di provincia, creando una vera e propria rete regionale. Autore: Dario Rossi TEATROTERAPIA Le Origini del teatro sono collocate contestualmente alla storia della civiltà e della religione; infatti l’ipotesi più credibile è che il teatro derivi direttamente dalle forme rituali che le comunità umane primitive hanno adottato al fine di strutturare la vita sociale. L’esperienza del rito – come quella del teatro – ha in sé le metafore del viaggio, della paura, del pericolo e della prova: elementi che sfociano nella performance, un atto creativo di retrospezione. In epoche successive il teatro diventa un fatto sociale ed educativo, uno strumento di diffusione della cultura fino ad arrivare al teatro contemporaneo, che sposta il proprio focus sull’attore, sulle sue capacità creative e sulla forza comunicativa dell’azione corporea. E’ proprio da questi principi che prendono spunto i primi riferimenti al teatro in funzione di cura psicologica alla persona. La teatroterapia è da considerare un processo pedagogico di crescita e di sviluppo della persona. Essa implica l’educazione alla sensibilità, alla percezione del proprio corpo ed agisce attraverso la rappresentazione di personaggi extraquotidiani, principalmente improvvisati e si struttura su un lavoro pre-espressivo indispensabile alla creazione di gesti che rendono possibile e consapevole la reazione simbolica. |